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PARCO GOLFO DELLA QUASSA - il golfo della Quassa si estende tra la punta di Ranco e la punta della Fornace di Ispra, nel corso dei millenni la sua esposizione a settentrione lo ha esposto come frangitoio alla glaciazioni quaternarie che, su di esso, hanno lasciato innumerevoli massi erratici (sicuramente il più importante, degno di nota, è quello conosciuto come "Monumento Naturale del Sasso Cavallaccio") oltre ad enormi quantità di limi e materiali morenici che spiegano il motivo per cui tra Ranco ed Ispra i fondali siano sabbiosi e bassissimi, inusuale per il lago Maggiore. Inoltre il golfo, in alcune zone, risulta essere poco antropizzato e con un vasto retroterra semi-naturale dovuto al fatto che, un tempo, l’area della Quassa era paludosa (Quassa deriva da "guazza", fango) e quindi poco sfruttabile. Inoltre, nel dopoguerra, alcuni proprietari terrieri impedirono la costruzione della strada provinciale lacuale a ridosso delle rive.
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SASSO CAVALLAZZO (SASS CAVALASC) - il Sasso Cavallazzo ("Sass Cavalasc" in dialetto) è un colossale masso erratico di sasso "serpentino" che si trova sulla sponda del lago Maggiore nel Comune di Ranco al confine con Ispra, ha la forma di un parallelepipedo e misura 5 mt. per 8 mt. . Come altri massi di questa tipologia nella zona, sono la testimonianza di un grande fenomeno geologico iniziato 60.000 anni fa e terminato 20.000 anni fa circa, facevano parte di una colossale frana che, arrestata sulla superficie del ghiacciaio in seno alle Alpi, venne successivamente a sparpagliarsi nella nostra zona. La catena delle Alpi, durante l’epoca glaciale, venne ricoperta da un'enorme coltre di neve e ghiaccio che poi, scivolò a valle formando i laghi prealpini, trasportando una gran quantità di pietrame. Secondo la tradizione popolare, il nome "Sass Cavalasc" deriva dal fatto che la parte sporgente del masso richiama vagamente la forma della testa di un cavallo. Ulteriore peculiarità è la "marmitta dei giganti", una cavità di forma cilindrica, posta alla base verso il lago, opera di un fenomeno geologico abbastanza curioso, dovuto all'azione sulla roccia di un vortice di acqua e di ciottoli.
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